Storie, fiabe, origini contese: perché decoriamo l'albero di Natale? E a chi dobbiamo questa tradizione, che da tempo immemore fa felici grandi e piccini? Forse non avremo mai una certezza, ma oggi vogliamo ripercorrere insieme le leggende più affascinanti che si sono sviluppate attorno a questo simbolo.
Per comprendere meglio il perché dell’uso di un albero festivo, dobbiamo fare un tuffo nella notte dei tempi.
Durante l’inverno, per celebrare il passaggio delle stagioni e portare fortuna l’anno successivo, molte popolazioni pagane avevano una tradizione comune: utilizzare delle piante celebrative.
I Romani si scambiavano regali e rametti di sempreverdi; i druidi Celti addobbavano abeti con nastri, fiaccole e animaletti, nella speranza di una Primavera prospera; i Vichinghi decoravano l’abete rosso, simbolo del dio del Sole, con la frutta, simbolo di fertilità. Gli Antichi Egizi non erano molto dissimili nell’onorare il dio Ra con le fronde di palma, più comuni nel territorio.
Tutto nasce in Estonia… ma non per il Natale
L’origine storica più accreditata dell’albero di Natale ci fa viaggiare fino al Mar Baltico, più precisamente a Tallinn, in Estonia, nel 1411. Si narra che fu eretto un enorme abete nella piazza del Municipio, attorno al quale uomini e donne ballarono in cerca dell’anima gemella. A contendersi questa paternità c’è però anche la vicina Riga, in Lettonia, dove una targa commemora il “primo albero di Capodanno”, in ben 8 lingue.
Quel che è certo è che nel secolo successivo la tradizione si diffuse anche in Germania e Francia: in molti ritengono che il primo mercatino di Natale sia nato nel ‘500 a Strasburgo, proprio al confine tra le due Nazioni. Una cronaca alsaziana (la regione in cui si trova Strasburgo) del 1605 recita “Per Natale i cittadini si portano a casa degli abeti, li mettono nelle stanze, li ornano ornano con rose di carta di vari colori, mele, zucchero, oggetti di similoro.”

Da Martin Lutero alla Duchessa di Brieg
Si sa, quando parliamo di storia e di celebrazioni, ci si imbatte spesso nella leggenda. Due racconti estremamente affascinanti arrivano dalla Germania.
Il primo vede Martin Lutero, il famoso teologo iniziatore del protestantesimo, come ideatore dell’albero di Natale. Si narra che, passeggiando in un bosco di notte, rimase incantato dall’effetto della luna riflessa sul ghiaccio che ricopriva gli alberi e volle ricrearlo anche a casa, utilizzando decorazioni in vetro e candeline.
La seconda storia risale invece al 1611 e ha come protagonista la Duchessa di Brieg, una nobildonna tedesca. La Vigilia di Natale, insoddisfatta delle decorazioni del castello, fece portare dal giardino un piccolo abete per riempire un angolo spoglio del salone delle feste. L’effetto fu talmente scenografico da dare il via a una vera tradizione.


E le luci?
Come anticipato, già dall’antichità si usava decorare l’albero di Natale (o del Solstizio d’Inverno, al tempo!) con le candele, per illuminarlo. Inutile dire che si trattasse di una pratica particolarmente rischiosa, specialmente quando l’abete era all’interno delle abitazioni.
Pare che a utilizzare le prime luci elettriche per l’albero siano stati Thomas Edison e il suo socio Edward Johnson, fuori dal loro laboratorio di Menlo Park. L’invenzione non ebbe molto successo all’epoca, a causa della diffidenza delle persone nei confronti dell’elettricità, ma possiamo affermare con certezza che oggi le cose sono decisamente cambiate!



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